COMP.LESS.ITÀ

COMPrendere L'ESSere nella sua alterITÀ
Descrizione progetto
STATO DELL’ARTE
Il paradigma della complessità si è affermato negli ultimi decenni come una categoria in grado di render conto di fenomeni pluridimensionali e non lineari, fino all’assunzione della rottura/riduzione delle simmetrie nei sistemi come elemento ontologico e non epistemologico. Astrazione e quantificazione hanno rappresentato la via metodologica iniziale nello studio dei sistemi complessi, nella consapevolezza che la formulazione di astrazioni sofisticate individua proprietà rilevanti del sistema e ne trascura altre di non minore rilievo. Ciò significa che una ‘teoria del tutto’ non consente di ricostruire tutto ciò che nell’universo è potenzialmente osservabile. L’introduzione, in anni più recenti, dell’elemento qualitativo ha aumentato la portata del paradigma della complessità, arricchendo la sua capacità di offrire strumenti di interpretazione significativi relativamente alle connessioni e le interconnessioni che investono la nostra società dal punto di vista storico, estetico, filosofico e scientifico, in un continuo rimando al rapporto dinamico tra identità e alterità.
OBIETTIVI
Il progetto, a partire da una lettura della complessità in cui il tutto è dato da qualcosa in più della somma delle singole parti, si occuperà delle trasformazioni filosofiche, artistiche e scientifiche che hanno attraversato e attraversano la nostra società. Una visione olistica e complessa che si ripercuote sulla storia culturale che appare oggi, come nei secoli passati, fortemente intrecciata e in cui ogni campo del sapere risulta strettamente legato all’altro senza tuttavia perdere la propria specificità. Tale approccio metodologico condurrà a una innovativa lettura dell’uomo come essere capace di creare forme sempre nuove dentro un dinamismo che riequilibra costantemente lo scambio tra soggetto e oggetto.
Nello specifico, la ricerca individua i seguenti tre obiettivi:
1. Analizzare e definire l’origine, lo sviluppo e l’affermazione della complessità come idea-guida nella comprensione della realtà in età moderna e contemporanea – dall’inizio del ’700 alla prima metà del ’900 – negli specifici campi di ricerca della storiografia, della politica, dell’etica e della metafisica.
2. Utilizzare la complessità come chiave di lettura della realtà fenomenica dal punto di vista estetico e scientifico.
3. Evidenziare l’importanza del tema della complessità nell’approccio interculturale all’alterità in ambito etico-politico e filosofico.
METODOLOGIA
La ricerca si muoverà su due percorsi metodologici, privilegiando da una parte l’indagine storico-filosofica, utile per la ricostruzione e definizione dei modelli teorici dei secoli interessati dal piano del progetto, senza però tralasciare uno studio epistemologico che permetta di approfondire la comprensione del paradigma scientifico e filosofico di riferimento. Le due strade si ricongiungeranno nelle verifiche dei risultati prodotti dall’applicazione delle nuove strategie di comprensione, aperte dall’approfondimento epistemologico, a singoli casi storiografici.
AZIONI E DISSEMINAZIONE
Le azioni previste, che hanno tutte come obiettivo la disseminazione dei risultati del progetto tramite l’organizzazione e la partecipazione a seminari, giornate di studio e convegni, la pubblicazione di articoli, monografie e atti delle attività svolte, seguiranno l’articolazione del progetto.
Sul piano dell’analisi delle origini e dello sviluppo dell’idea di complessità nella ricerca storiografica, politica, etica e metafisica in età moderna e contemporanea si punterà, in prima istanza, a evidenziare come già nel XVIII secolo il tema delle unintended consequences venga prima posto (Bernard de Mandeville) e poi ampliato e adattato al mondo della morale, della politica e della storia umana (David Hume), al fine di rimarcare la portata della complessità dei meccanismi di svolgimento degli eventi legati a tali mondi e la ‘nullità’ epistemologica della ricostruzione storico-filosofica intesa in termini strettamente causali; si porrà allo stesso tempo attenzione alla capacità propria della riflessione filosofica storicistica della seconda metà del XIX secolo di affrontare e affermare la complessità delle scienze dello spirito (in particolar modo nella lettura diltheyana); infine, attraverso un approccio di lungo periodo, ci si soffermerà sulla capacità della metafisica (a partire dal suo fondamento greco fino a giungere a Nicolai Hartmann e ad altri filosofi del Novecento e del presente) di riconoscere la realtà del mondo del quale l’umano è soltanto una parte, insieme a una pluralità ricca e complessa di enti, eventi e processi.
La lettura della realtà contemporanea con le lenti della complessità si muoverà inoltre lungo due direttrici, che prevedono l’approfondimento dal punto di vista estetico e scientifico. Il primo approccio riguarderà in particolare l’analisi del lavoro di alcuni esponenti dell’arte povera che hanno ben rappresentato la categoria della complessità, della relazione e dell’intreccio tra natura e cultura, tra ragione e sentimento, tra figurativo e astratto, tra soggettività e oggettività. Il secondo avrà come obiettivo lo studio di una teoria biologica dei sistemi viventi, basata su una filosofia della complessità dai connotati costruttivistico-fenomenologici e il suo contributo alla costruzione di una nuova epistemologia delle macchine e di un approccio non riduzionistico al tema della cognizione.
Infine, in riferimento alla contemporaneità declinata in chiave interculturale, la categoria della complessità verrà messa alla prova rispetto ai temi degli studi postcoloniali e del meticciato, al fine di rinnovare l’interpretazione della filosofia africana contemporanea, nei termini di un percorso decostruttivo che, muovendo dall’invenzione ideologica dell’Africa prodotta dalla ragione coloniale, si sposta in direzione di una innovativa filosofia nomade.