Il corso rende lo studente/la studentessa in
grado di padroneggiare la materia (conoscenze) al fine di utilizzarla e
applicarla anche in altri campi di studio con il corretto impiego del
linguaggio tecnico specifico (competenze).
In applicazione dei descrittori di Dublino, il
corso:
1. fornisce allo studente/alla studentessa
conoscenza e comprensione dei basilari elementi storici ed estetici della danza
italiana ed europea, dalle origini ai giorni nostri, e in un’ottica di
interpretazione critica mediologica, ossia guardando all’evoluzione del
linguaggio coreico in relazione allo sviluppo tecnologico e mediale.
2. ne sviluppa l’autonoma capacità di porre in
relazione quanto appreso con le altre discipline storico-culturali;
3. lo/la mette in grado di utilizzare le conoscenze
acquisite e il linguaggio specifico appreso per le cosiddette ‘competenze
trasversali’ (autonomia di giudizio, abilità comunicative) e di svilupparle sia nell’analisi dei materiali trattati a
lezione, sia nella lettura e interpretazione di nuovi testi.
Modulo A «Prima balla, poi pensa. È l’ordine naturale delle
cose»
Questo
modulo descrive le linee generali della storia della danza dal Medioevo ai
giorni nostri: periodizzazione, principali protagonisti della scena coreica,
elementi essenziali delle forme coreografiche, degli stili e delle tecniche.
Modulo B Oltre la danza: il linguaggio coreografico di Pina
Bausch Questa sezione si focalizza su Pina Bausch, figura centrale del panorama
coreutico del XX secolo. Attraverso l'esame del Tanztheater (Teatro Danza), indagheremo come Bausch abbia
scardinato le convenzioni della danza classica e moderna, trasformando il gesto
coreografico in un potente strumento di indagine antropologica e psicologica.
Modulo C Screendance. La danza tra pellicola e video
Il modulo offre uno
sguardo ravvicinato sulla screendance, intesa come linguaggio ibrido, frutto
della congiunzione fra danza e immagini in movimento. Si osserveranno le
pratiche coreografiche contemporanee in cui la tecnologia audiovisiva – nei
suoi diversi formati: pellicola, video, computer grafica – è pensata e
praticata per sperimentare nuove partiture gestuali. Un focus sarà dedicato al
cinema di danza attraverso il caso emblematico di Pina Bausch: coreografa
dietro la macchina da presa nel film Il lamento
dell’imperatrice, e soggetto del documentario del regista Wim
Wenders Pina, uno spazio audiovisivo che
trasfigura, amplifica e restituisce la materia viva del suo Tanztheater.
Modulo A «Prima
balla, poi pensa. È l’ordine naturale delle cose» (2 CFU prof.ssa Scattina)
Testo:
- E. Cervellati, Storia della danza, Torino, Pearson, 2020,
pp. 208.
Modulo B Oltre la danza: il linguaggio coreografico di Pina
Bausch (1 CFU prof.ssa Scattina)
Testo:
- C. Eccher, Il teatrodanza
di Pina Bausch. Ovvero la nuova Neanderthal, Lecce,
Besa Muci, 2025, pp. 183.
Modulo C Screendance.
La danza tra pellicola e video (3 CFU prof.ssa Pernice)
Testi:
- E. Cervellati, S. Garzarella (a cura di), Danza, schermi e visori. Contaminazioni coreografiche nella scena
italiana, Roma, Dino Audino Editore, 2024, pp. 1-128.
-
A. Amaducci, Screendance. Sperimentazioni
visive intorno al corpo tra film, video e computer grafica, Torino,
Kaplan, 2020, pp. 11-147.
Videoletture (parte integrante per l’esame orale):
- P. Bausch, Die Klage der Kaiserin
(Il lamento dell’imperatrice), 1990.
-
W. Wenders, Pina, 2011.
-Pina Bausch: il sentimento della danza (https://www.raiplaysound.it/audio/2016/04/Pina-Bausch-il-sentimento-della-danza-cdf1ec84-302f-4f6a-a342-dea1d62d31bd.html).
Contributi
critici:
G.
Romanini, Danza e paesaggio: Die Klage der Kaiserin di Pina
Bausch, «Ricerche di
S/Confine», 1, 2013, pp. 91-107, in https://air.unipr.it/retrieve/430c93d8-973e-41ed-859f-d4ccadeeae6e/ROMANINI-danza.pdf
M.
Capasso, Così lontani, così vicini. Su “Pina” di Wim Wenders,
«Italianieuropei», 2, 2012, pp. 1-7, in https://www.academia.edu/10411213/Cos%C3%AC_lontani_cos%C3%AC_vicini_Su_Pina_di_Wim_Wenders
Wim
Wenders racconta Pina Bausch, Rai Teche, 2011, in https://www.teche.rai.it/2020/07/wim-wenders-racconta-pina-baush/
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 171
della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive disposizioni, fotocopiare libri
in commercio, in misura superiore al 15% del volume o del fascicolo di rivista,
è reato penale.
Per ulteriori informazioni sui vincoli e
sulle sanzioni all’uso illecito di fotocopie, è possibile consultare le Linee
guida sulla gestione dei diritti d’autore nelle università (a cura della
Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle opere dell’ingegno -
AIDRO).
I/Le docenti si impegnano, nei
limiti delle risorse finanziarie assegnate, ad assicurare per quanto possibile
la presenza di una copia dei testi adottati nella Biblioteca dipartimentale o
(per testi di difficile reperimento, articoli e saggi) a renderli disponibili
su Studium, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di diritti d’autore.