Grazz.I.In.Co.
Il teatro di Anton Francesco Grazzini tra Italia e Inghilterra: testi e fortuna delle commedie
Descrizione progetto
Anton Francesco Grazzini (1505-1584), detto il Lasca, fu uno dei protagonisti del teatro italiano del ’500, noto soprattutto per la sua capacità di costruire complesse beffe, macchinazioni e inganni. Non sembra fuori luogo ritenere che questa fama si sia diffusa anche in Europa e che oltralpe le sue commedie possano aver attirato l’attenzione proprio per la loro carica corrosiva, per l’implicita polemica contro la morale comune, nonché per la rappresentazione di rapporti umani e sociali costantemente dominati dalla falsità e dalla mistificazione. Come annota lo stesso Grazzini in un Catalogo delle proprie opere steso il 15 settembre 1566 (Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane V 1251), fino a quella data egli aveva scritto sei commedie: La Gelosia, La Spiritata, La Pinzochera, La Strega, I Parentadi, La Sibilla; in seguito, compose la commedia L’Arzigogolo, basata sulla farsa La Giostra. Abbiamo anche la farsa Il Frate (completa) e solo il Prologo de La Monica. Gli studiosi utilizzano attualmente un’edizione critica de La Strega preparata da Plaisance più di quattro decenni fa, a cui vanno aggiunte le recenti osservazioni di Durante (Grazzini, Anton Francesco, La Strega, a cura di Michel Plaisance, Abbéville, 1976; Durante, Matteo. L’inquieta tradizione della Strega del Lasca, «Studi medievali e umanistici», 7 [2009]). Per tutte le altre commedie si fa riferimento all’edizione complessiva del teatro di Anton Francesco Grazzini, curata da Giovanni Grazzini per i tipi Laterza, nel 1953. Non disponiamo di edizioni critiche de La Gelosia e de L’Arzigogolo nonostante esistano gli autografi. Nel caso de La Gelosia fondamentale è anche il confronto con le due edizioni cinquecentesche: quella di Giunti del 1551 e quella di Griffio del 1552, probabilmente curate dall’autore. Una traduzione francese de La Gelosia (Le morfondu), precedente alla morte dell’autore, fornisce un primo elemento di riflessione sulla fortuna del teatro del Lasca nel contesto europeo (Plaisance, La Gelosia d’Anton Francesco Grazzini adaptée par Pierre de Larivey. Teatro italiano - teatro francese. Colloque international, Université d’Avignon, 2000). La circolazione delle commedie grazziniane fuori dai confini italiani è confermata da una versione inglese de La Spiritata (The Bugbears), realizzata da un autore non identificato (forse John Jeffere, o Jefferay) in data sconosciuta, ma probabilmente di poco successiva all’edizione Giunti del 1561. Esistono anche tracce di codici, conservati nelle biblioteche oxoniensi, che raccolgono selezioni di commedie di Grazzini (come La Strega, La Spiritata e I Parentadi). Il Queen Anna’s New World of Words di John Florio (1611) attesta la disponibilità di numerose commedie italiane in inglese, tra cui almeno La Spiritata e La Strega. Questa circolazione potrebbe aver avuto ripercussioni significative sul teatro elisabettiano. Infatti, già nel 1874 Wilhelm König ipotizzava punti di contatto tra La Strega di Grazzini, Il mercante di Venezia e Amleto; mentre studi recenti di Tarantino indicano che la stessa commedia potrebbe essere inclusa tra le fonti de La Dodicesima notte. Per quanto riguarda la bibliografia della critica, esistono articoli su alcuni argomenti specifici o singole opere del teatro grazziniano, manca però uno studio monografico aggiornato. L’unico libro interamente dedicato alle commedie e farse è R. Trovato: A. F. Grazzini; un commediografo fra tradizione e modernità, Genova 1996.
Il progetto consentirebbe innanzitutto di portare avanti una parte fondamentale della ricerca a Firenze, studiando i manoscritti conservati presso la Biblioteca Nazionale e nei fondi delle altre principali biblioteche fiorentine, per confronti con le altre opere dell’autore, come le novelle e le rime (presso la Marucelliana, la Riccardiana e la Laurenziana). Ove fosse consentito, si procederebbe poi alla richiesta di copia digitale dei manoscritti. La prima fase della ricerca si concentrerebbe dunque sull’analisi filologica dei manoscritti de La Strega, La Gelosia e L’Arzigogolo, tutti conservati presso la Biblioteca Nazionale di Firenze (Mss. Magliabechiano VII 1385, Magliabechiano VII 180, Magliabechiano VII 178). Analizzerei poi anche il ms. Magliabechiano VII 491 contenente i Prologhi de L’Arzigogolo e de La Monica. Per verificare se l’opera di Grazzini abbia avuto ripercussioni sul teatro inglese, è indispensabile approfondire la conoscenza dei testi originali, che hanno costituito la base per le successive edizioni a stampa e traduzioni. Attraverso un approccio filologico e letterario si intende, quindi, apportare un contributo significativo innanzitutto nel campo degli studi sul teatro italiano del Cinquecento, ma grazie a una prospettiva interdisciplinare si potrà contribuire a progressi nello studio delle fonti del teatro shakespeariano da mettere al servizio degli anglisti. Sotto il profilo più generale, il progetto mira ad approfondire la conoscenza del dialogo interculturale e transnazionale su alcuni temi fondamentali del Rinascimento: il conflitto religioso, la lotta tra potere politico e libertà intellettuale, la follia, l’inganno.
Le pubblicazioni già programmate prevedono:
- una Introduzione all’edizione in lingua inglese de La Strega, la cui traduzione sarà svolta dal professore Martin McLaughlin (advisor esterno del progetto);
- l’edizione critica de La Gelosia, da realizzarsi in collaborazione con un docente di Filologia italiana dell’ateneo;
- una monografia sull’intera produzione teatrale di Grazzini, che farebbe seguito agli studi già svolti dalla sottoscritta sulla produzione novellistica dell’autore.
Durante la durata di tutto il progetto specifica cura sarà destinata alla partecipazione a convegni, seminari e giornate di studio in Italia e all’estero, con particolare attenzione alla disseminazione dei risultati della ricerca in UK.
Coordinatore (PI): Agnese Amaduri