Sta.M.Pe
Stancetaking multimodale e pedagogia. Gli atti linguistici di posizionamento nel dialogo tra adolescenti
Durata: 2023-2025
Descrizione progetto
Gli atti linguistici di presa di posizione sono essenziali per stabilire gerarchie di valori, definire le relazioni e gestire le situazioni di conflitto (Du Bois 2007). Prendendo posizione, infatti, i parlanti valutano situazioni e persone non soltanto su una scala epistemica, ma anche affettiva e valoriale. Nel dialogo, la presa di posizione avviene attraverso una progressiva negoziazione dei significati attraverso scelte mirate di allineamento – o di rifiuto di allineamento – che si manifestano non solo nel parlato, ma anche attraverso le altre modalità tipiche del dialogo faccia a faccia, come i gesti delle mani, le espressioni facciali e la postura (Kendon 2004; Debras & Cienki 2012; Bressem & Müller 2017). La letteratura sul tema sembra convergere sempre di più sulla necessità di non studiare il fenomeno limitandosi a descrivere tipi generali sulla base di astrazioni, ma di partire da singole occorrenze dell’atto linguistico per identificarne le caratteristiche a partire dal contesto linguistico ed extra-linguistico (la situazione di discorso totale di Austin). Nonostante questo crescente interesse, tuttavia, i risultati a nostra disposizione presentano almeno tre limitazioni:
- La maggior parte degli studi esistenti riguardano solo il parlato, solitamente elicitato in contesti diadici sperimentali o semi-controllati, mentre sappiamo molto poco delle altre modalità, specialmente in contesti dialogici spontanei e con più di due partecipanti coinvolti, e in lingue diverse dall’inglese.
- Anche quando le altre modalità sono prese in considerazione, esse sono solitamente analizzate singolarmente e non nel loro insieme, cosa che preclude la possibilità di avere una visione d’insieme dell’atto linguistico nella sua totalità.
- Gli studi sulla presa di posizione riguardano pressoché solo gli adulti, mentre sappiamo meno su come essa avviene durante interazioni tra adolescenti, che invece potrebbero, a causa delle caratteristiche tipiche della loro fascia d’età, scegliere strategie di posizionamento diverse.
Alla luce di queste considerazioni, il presente progetto si prefigge l’obiettivo di ampliare la conoscenza sugli atti linguistici di presa di posizione focalizzandosi sulle tre lacune individuate, e di analizzare quindi gli atti linguistici multimodali di presa di posizione degli adolescenti in un contesto dialogico semi-spontaneo caratteristico delle interazioni pedagogiche: la discussione guidata. Per raggiungere tale scopo, il progetto può beneficiare di un corpus già esistente, raccolto dal PI all’interno delle iniziative del progetto PRIN “Designing effective policies for Politically Correct: A rhetorical/pragmatic model of total speech situation”, riguardante un’esperienza laboratoriale con studenti e studentesse delle classi terze e quarte di due licei catanesi (Liceo Classico Statale “Nicola Spedalieri” e Liceo Scientifico Statale “Enrico Boggio Lera”) che aveva per obiettivo una presa di consapevolezza degli automatismi e dei bias che guidano le prese di posizione e la sua necessità per la gestione del conflitto. In particolare, l’analisi riguarderà le parti del laboratorio che prevedevano una discussione guidata, caratterizzata da una guida “blanda” da parte dell’insegnante, allo scopo di permettere a studenti e studentesse di esprimere opinioni sulle nozioni discusse, in un clima di dialogo libero che generava spesso momenti di confronto caratterizzati da forte tensione o aperto conflitto.
L’analisi proposta è un’integrazione del metodo della sintassi dialogica proposto da Du Bois (2007) con l’approccio semiotico multimodale (Albano Leoni 2009; Capirci et al. 2022), sviluppato dal PI nei suoi lavori di ricerca precedenti. Nel dettaglio, l’analisi procederà in due direzioni: assieme a una codifica di tipo più tradizionale, che individua tutti gli atti linguistici di presa di posizione a partire da caratteristiche dell’unità linguistica di riferimento (sintagmi sia nominali sia verbali), si procederà ad un’analisi “bottom up”, alla ricerca cioè di regolarità nelle altre modalità comunicative (gesti, espressioni facciali, postura) che permettano di identificare anche prese di posizione che dal solo parlato rimarrebbero implicite o che non sono accompagnate da nessuna espressione parlata (ad esempio, uno scuotimento di spalle o un’espressione facciale di disappunto).
L’ipotesi di lavoro è che, in un contesto dialogico semi-controllato, gli adolescenti prendono posizione non soltanto attraverso atti linguistici parlati, ma – se non addirittura più spesso – attraverso atti linguistici multimodali, anche senza parlato. Poiché tali atti “silenziosi” non necessitano di una rigorosa alternanza di turni e sono di solito considerati più immuni dall’attribuzione di responsabilità, la loro frequenza potrebbe inasprire il dialogo e generare conflitto a un livello più basso di consapevolezza.
I risultati dell’analisi contribuiranno alla comprensione della presa di posizione in almeno due direzioni. Innanzitutto, forniranno descrizioni provenienti da una lingua poco studiata in questo campo, l’italiano, e da un contesto di interazione diverso dalla diade tipica del setting laboratoriale. A partire da queste descrizioni sarà possibile formulare ipotesi sulla presa di posizione meno influenzate dalla prevalenza dell’inglese negli studi sul linguaggio, prevalenza che potrebbe avere delle ripercussioni anche nella visione prevalente della multimodalità. Inoltre, estenderanno la riflessione sulla presa di posizione agli adolescenti, che attraversano una fase che è stata definita “ideologica”, a causa della forza con cui il posizionamento viene vissuto e affermato nelle interazioni quotidiane. Per questo motivo, i risultati ottenuti potranno diventare a loro volta oggetto di riflessione pedagogica, sia tra gli educatori, sia nella riflessione con gli studenti, allo scopo di contribuire alla loro presa di consapevolezza delle scelte comunicative che generano conflitto.
Coordinatore (PI): Emanuela Campisi