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INSOSTENIBILI DISUGUAGLIANZE. VOLTI E PROFILI DELLE POVERTÀ EDUCATIVE TRA GIUSTIZIA, SISTEMA SCOLASTICO E POLITICHE INCLUSIVE

Descrizione progetto

La congiuntura sociale ed economica presente, definita, secondo prospettive differenti, a tratti liquida (Bauman, 1999), complessa, globale (Morin, 2001;2007), personale (Bodei, 2002) sembra imporre in modo sempre più marcato orizzonti di trasformazione nei quali le parole-chiave irrinunciabili, di cui sono intrisi policy e documenti internazionali, sono “sviluppo” e “crescita”. Queste, oltre ad assumere i tratti di veri e propri slogan, sono intese acriticamente anche come portatrici di valori in sé, in una logica che si pone a grande distanza da una qualsivoglia possibile valutazione di posizioni alternative o pratiche decostruttive e che dimentica la lezione deweyana (Dewey, 1939) di valutare con acribia se qualcosa possa essere assunto o meno come valore soltanto ponendolo al vaglio del contesto. Quello che si avverte è che l’orizzonte sociale, politico e pedagogico siano spinti e sospinti con sempre maggiore forza dentro i quadri di quello che è stato definito “neoliberismo del capitale umano” (Baldacci, 2022) determinando a valle di tutto ciò l’insostenibilità delle molte disuguaglianze che abitano le quotidianità dei soggetti. In un tale scenario ad elevato tasso di complessità, queste disuguaglianze non possono essere lette e agite dentro meri indici che sono in grado di osservare unicamente i volti delle povertà senza scrutarne i profili peculiari nei contesti. Ciò che si rileva è la necessità di intessere alleanze che vadano oltre i presunti steccati disciplinari per incrociare i punti di vista in senso tanto metodologico quanto epistemologico per “restare in contatto con i problemi” (Haraway, 2020) e favorire la costruzione di sguardi obliqui dotati di prospettive plurali capaci di inscriversi nell’idea filosofica e poi politica di un pluralismo che non si limiti a riconoscere diritti a soggettività diverse (Viola, 2007), ma che assuma la forma di un contraltare semantico, concettuale ed educativo alle molte disuguaglianze “insostenibili”.

Dentro questa cornice di riferimento, la ricerca si propone di indagare il tema attraverso l’adozione di punti di vista plurali riferiti a: modelli e dispositivi d’intervento educativo-didattico sottostanti prassi formative nella prospettiva d’individuare fattori di costruzione e ricostruzione funzionali alla riduzione delle povertà educative e delle disuguaglianze; alla ridefinizione collettiva e all’aggiornamento del tema della responsabilità “pubblica” in contesti culturalmente ed economicamente fragili e all’indagine sui temi del discorso pubblico sull’essenzialità del diritto all’istruzione e sulle politiche d’inclusione. La ricerca scientifica sulle molte forme delle disuguaglianze dal punto di vista educativo avrà quale focus privilegiato la già richiamata categoria del pluralismo declinata in senso metodologico, attraverso l’adozione di approcci di carattere teorico, storico e didattico, e in senso tematico grazie all’adozione di una prospettiva intersezionale utile ad adottare sguardi obliqui al fine di valorizzare la convivenza delle differenze e possibili intersezioni tra educazione ecologica e di genere anche in senso interculturale.

La costruzione e la pratica di sguardi obliqui sulle quotidiane povertà e disuguaglianze rende pressante l’esigenza di dare nuovo contenuto alle alleanze istituzionali tra amministrazioni e saperi diversi (scuola, università, carcere, tribunali) e di promuovere nuovi percorsi di sostenibilità dei diritti. In questo senso, la ricerca si concentrerà sull’esperienza del Polo Universitario Penitenziario di UniCT, che sarà esplorata in chiave interdisciplinare sia con approccio comparativo (nazionale e internazionale) che empirico (volto a far emergere i punti di vista e i bisogni dei principali stakeholder) proponendosi di approdare alla formulazione di proposte operative sul tema dello studio universitario in carcere per l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e didattiche sartoriali, efficaci e sostenibili. Il contrasto alla povertà educativa, che ha spesso origine in disparità non solo economiche, ma anche sociali e culturali, è strettamente intrecciato alla storia delle nostre democrazie e rappresenta una sfida per il diritto contemporaneo internazionale e nazionale. Considerata la portata del tema, si è scelto di affrontarlo sotto il profilo dei principi e dei modelli giuridici fondamentali e come momento di rivoluzione del rapporto tra individuo, comunità e territorio. Attraverso il contributo dei giuristi, si approfondiranno perciò in chiave diacronica e in una prospettiva internazionalistica i temi del discorso pubblico sull’essenzialità del diritto all’istruzione e sulle politiche di inclusione, così come si realizzerà una attenta disamina dei problemi del controllo e della prevenzione della povertà educativa.