Il corso rende lo
studente/la studentessa capace di padroneggiare la materia (conoscenze) al fine
di utilizzarla e applicarla anche in altri ambiti di studio, con il corretto
impiego del linguaggio tecnico-specifico di riferimento (competenze).
In applicazione
dei descrittori di Dublino il corso:
1. fornisce agli
studenti/alle studentesse, che in gran parte hanno già studiato Discipline
dello spettacolo, strumenti di approfondimento storico-critico ed
estetico-metodologico intorno alle nuove forme di performance multimediale, con
specifici richiami ai concetti di intermedialità, rimediazione, ipermedialità e
mediatizzazione;
2. sviluppa
l’autonoma capacità di porre in relazione quanto appreso con le altre
discipline storico-artistiche;
3. mette in grado di
utilizzare le conoscenze acquisite e il linguaggio specifico appreso per le
cosiddette ‘competenze trasversali’ (autonomia di giudizio, abilità
comunicative) e di svilupparle sia nell’analisi dei materiali trattati a
lezione, sia nella lettura e interpretazione di nuovi testi.
Facoltativa.
Modulo A Processi e forme della
scena multimediale (2 CFU)
Questo modulo delinea un
quadro completo delle teorie estetiche e delle strategie di integrazione
tecnologica in atto sulla scena performativa, con particolare attenzione alle
sperimentazioni in ambito sonoro. Attraverso la presentazione delle principali
posizioni teorico-critiche nazionali e internazionali, e l’illustrazione di
opere multimediali rappresentative della disciplina in oggetto, si
analizzeranno i processi creativi – visivi e acustici – e le forme sceniche
introdotti da alcuni registi e coreografi contemporanei per ridefinire la
nozione di presenza teatrale
grazie all’incontro con i diversi modi della presenza mediatizzata (passaggio
dalla scena materiale alla scena video, dal corpo fisico al corpo sintetico,
dal reale live al virtuale immersivo e nowness).
Modulo B Visioni tecnologiche del
teatro testoriano
(3 CFU)
Questa
sezione è la naturale continuazione, secondo un approccio case study,
della precedente sezione storico-critica. Nello specifico – alla luce dei temi
della presenza mediatizzata e dello spazio sonoro intermediale – si
esamineranno i dispositivi drammaturgici multimediali e postdrammatici che
contraddistinguono alcuni spettacoli basati sulle opere di Giovanni Testori. La
nuova scena testoriana si configura come un fertile terreno di innovazione
teatrale, in sintonia con l’infrazione delle regole drammatiche praticata dall’autore
e con l’espressività tecnologica, polifonica e visuale di rilevanti artisti
contemporanei (Valter Malosti, Roberto Latini, Federica Fracassi, etc.)
Modulo C Testori e il cinema
(1 CFU – prof.ssa Rimini)
Questo
approfondimento è dedicato agli esperimenti di scrittura per il cinema compiuti
da Testori in stretta sinergia con i temi e le immagini del suo teatro.
Modulo A Processi e forme della
scena multimediale (2 CFU)
Testi:
-
A. M. Monteverdi, Leggere uno spettacolo
multimediale. La nuova scena tra
video mapping, interaction design e Intelligenza Artificiale, Roma,
Dino Audino, 2020 (cap. 2, Le forme dell’intermedialità,
pp. 24-40, e cap. 3, Il teatro-cinema,
pp. 41-48).
-
E. Pitozzi (a cura di), On Presence, «Culture Teatrali», n. 21, , 2011 (pp.
7-130).
-
V. Valentini, Teatro contemporaneo, Roma,
Carocci, 2020 (cap. 5, Drammaturgie sonore,
pp. 127-148).
Modulo B Visioni tecnologiche del teatro
testoriano (3 CFU)
Testi:
-
L. Pernice, Giovanni Testori sulla scena contemporanea,
Bari, Edizioni di Pagina, 2021 (circa 140 pp.: i paragrafi da studiare saranno
indicati nel corso delle lezioni).
- R. Martinelli, F. Fracassi, F. Garolla, Ritratti miei di me. I Testori a Teatro i. Scena,
sguardi, memorie, a cura di G. Frangi, Novate Milanese (MI),
Associazione Culturale Casa Testori, 2018 (circa 60 pp.: i paragrafi da
studiare saranno indicati nel corso delle lezioni).
Videoletture:
- Valter Malosti, La Monaca di Monza.
- Renzo Martinelli, Erodiàs.
Modulo C Testori e il cinema
(1 CFU – prof.ssa Rimini)
Testi:
- G. Testori, Amleto. Una storia per il
cinema, Milano, Aragno, 2002, pp. 192.
- S. Rimini, Il Principe e la lanterna.
Una storia per il cinema di Giovanni Testori, in «Forme e Storia».
Studi in memoria di Gaetano Compagnino, n. s., I, 2008, n. 1-2, a cura di A.
Manganaro, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008, pp. 983-998.
Si ricorda che, ai
sensi dell’art. 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive
disposizioni, fotocopiare libri in commercio, in misura superiore al 15% del
volume o del fascicolo di rivista, è reato penale.
Per ulteriori informazioni
sui vincoli e sulle sanzioni all’uso illecito di fotocopie, è possibile
consultare le Linee guida sulla gestione dei diritti d’autore nelle università
(a cura della Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle opere
dell’ingegno - AIDRO). I testi di riferimento possono essere consultati in
Biblioteca.