ANTROPOLOGIA DEL PATRIMONIO CULTURALE

Anno accademico 2026/2027 - Docente: ALESSANDRO LUTRI

Risultati di apprendimento attesi

 

L’insegnamento di Antropologia del patrimonio culturale intende fornire conoscenze e competenze utili per:

1)     apprendere la conoscenza dei processi di patrimonializzazione (locali e globali) in relazione ai territori e alle comunità locali;

2)     applicare la conoscenza dei patrimoni territoriali (materiali e immateriali), per favorire, tramite metodologie etnografiche collaborative, la partecipazione sociale degli individui e comunità alla tutela e valorizzazione;

3)     sollecitare l’autonomia di giudizio sui processi patrimoniali;

4)     migliorare le abilità comunicative pubbliche sui processi patrimoniali;

5)  sviluppare la capacità di apprendimento necessaria a documentarsi in autonomia sui processi patrimoniali, accedendo a fonti bibliografiche e strumenti di consultazione, per proseguire lo studio in modo indipendente.

Modalità di svolgimento dell'insegnamento

Le attività didattiche si articoleranno in una serie di lezioni, alcune svolte con la presenza di altri docenti o esperti, e delle presentazioni in aula da parte degli studenti frequentanti sulla raccolta dei saggi previsti nel programma inerenti l’ecomuseologia. Nel corso delle lezioni sarà privilegiato il confronto dialogico con l’aula, al fine di meglio valutare criticamente gli argomenti trattati.  

Gli studenti non frequentanti presenteranno preventivamente all’esame orale delle sintesi di almeno due dei saggi.

Prerequisiti richiesti

Conoscenze generali dei processi culturali-politici-economici-sociali del mondo contemporaneo; conoscenze geografiche di tipo politico-economico-sociale; conoscenze generali della storia della cultura e del pensiero filosofico moderno.

Frequenza lezioni

Facoltativa.

Contenuti del corso

Il corso focalizza l’attenzione sul forte nesso (politico-culturale e sociale) tra comunità, patrimoni (materiali e immateriali) e territorio, mettendo in evidenza:  

 

1)     gli studi di cultura popolare in Italia, dalla fine dell’Ottocento all’emergere del paradigma patrimoniale;

2)     il concetto di patrimonio culturale attraverso gli strumenti critici dell’antropologia, evidenziando il fatto che il patrimonio (materiale e immateriale) non è un elemento distintivo e dato delle comunità, ma è il risultato di un processo di selezione politica e culturale;

3)     l’ecomuseologia come nuova forma di valorizzazione innovativa e partecipativa dei patrimoni territoriali (materiali e immateriali);

4)  il ruolo dell’antropologia patrimoniale tra critica e partecipazione.

Testi di riferimento

Fabio Dei, 2018, Cultura popolare in Italia. Da Gramsci all’Unesco, Il Mulino, Bologna (pag. 250)

 

Vito Lattanzi, Musei e antropologia. Storia, esperienze e prospettive, Carocci, Roma (2021, pag. 150)   

 

Approfondimenti:

 

Raccolta di saggi su esperienze e prospettive dell’ecomuseologia in Italia (disponibile in pdf su Studium)


Si ricorda che, ai sensi dell’art. 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive disposizioni, fotocopiare libri in commercio, in misura superiore al 15% del volume o del fascicolo di rivista, è reato penale.

Per ulteriori informazioni sui vincoli e sulle sanzioni all’uso illecito di fotocopie, è possibile consultare le Linee guida sulla gestione dei diritti d’autore nelle università (a cura della Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle opere dell’ingegno - AIDRO).

I/Le docenti si impegnano, nei limiti delle risorse finanziarie assegnate, ad assicurare per quanto possibile la presenza di una copia dei testi adottati nella Biblioteca dipartimentale o (per testi di difficile reperimento, articoli e saggi) a renderli disponibili su Studium, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di diritti d’autore.

Verifica dell'apprendimento

Modalità di verifica dell'apprendimento

¨ Prova orale

¨ Prova pratica: presentazione in aula (individuale o collettiva) tramite ppt di uno dei saggi degli Approfondimenti

 

Per la valutazione dell’esame si terrà conto della padronanza dei contenuti e delle competenze acquisite, dell’accuratezza linguistica e proprietà lessicale, nonché della capacità argomentativa dimostrata dal/la candidato/a.

Esempi di domande e/o esercizi frequenti

1)    I caratteri del positivismo antropologico in Italia?

2)    Il contributo teorico di Antonio Gramsci allo studio del Folklore?

3)    Lo studio della cultura popolare negli studi antropologici degli anni ‘70?

4)    Il formarsi della prospettiva patrimoniale e dei processi patrimoniali?

5)    I caratteri della museografia antropologica?

6)  L’ecomuseologia come prospettiva partecipativa di valorizzazione dei patrimoni culturali territoriali.

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