TEORIA E TECNICHE PER L'ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE
Anno accademico 2026/2027 - Docente:
SIMONA VENERA TODARO
Risultati di apprendimento attesi
Il corso vuole far
conoscere il potenziale dell’Archeologia sperimentale come metodologia di ricerca
archeologica nell’interpretazione dei dati materiali, ma anche nella didattica
e nella divulgazione. Obiettivo principale è avviare gli studenti alla pratica
della sperimentazione scientifica, cioè fornire la preparazione adeguata a progettare
un esperimento e il relativo protocollo grazie ad un’attenta analisi dei dati e
alla corretta formulazione di domande rivolte anche ad altre discipline
umanistiche, naturalistiche ed archeometriche. Particolare attenzione verrà
posta alla sperimentazione nello studio dell'evoluzione tecnologica; alla
trasmissione dei know how e alla differenza tra
apprendimento teorico e apprendimento pratico.
Sulla base dei descrittori di Dublino obiettivi del
corso sono:
1)
Conoscenza e comprensione. Far conoscere agli
studenti il potenziale dell’archeologia sperimentale come metodologia di
ricerca archeologica nell’interpretazione dei dati materiali, ma anche nella
didattica e nella divulgazione.
2)
Capacità di
applicare conoscenza e comprensione. Avviare gli studenti alla pratica della
sperimentazione scientifica, cioè fornire la preparazione adeguata a progettare
un esperimento e il relativo protocollo grazie ad un’attenta analisi dei dati e
alla corretta formulazione di domande rivolte anche ad altre discipline
umanistiche, naturalistiche ed archeometriche.
3)
Autonomia di giudizio. Aiutare gli studenti a sviluppare
un approccio critico ai testi con raffronti sistematici tra interpretazioni
teoriche e verifica pratica
4)
Abilità comunicative. Fornire agli studenti un
lessico specializzato per renderli in grado di comunicare in maniera adeguata
alla comunità scientifica.
5)
Capacità di
apprendimento. Sviluppare la autonomia nella capacità di individuare i testi
scientifici più rappresentativi e comprenderli adeguatamente.
Modalità di svolgimento dell'insegnamento
Il corso è
articolato in due parti: teoria e pratica.
La prima parte si svolgerà
in aula con lezioni frontali, supportate da ppt e altri materiali; la seconda
parte si svolgerà in aula e/o all’aperto, e prevede l’utilizzazione di materie
prime.
Prerequisiti richiesti
Conoscenza
di base delle metodologie della ricerca archeologica.
Frequenza lezioni
Facoltativa.
Contenuti del corso
Il corso comincia
con l’esposizione della storia della disciplina, della sua relazione con
l’Etnografia e l’antropologia culturale e con le varie discipline
archeometriche, della sua prassi scientifica e dei suoi obiettivi nella ricerca
archeologica, nella didattica, nella divulgazione oltre che nella
valorizzazione del patrimonio storico-archeologico.
Prosegue con l’esposizione
del potenziale didattico e pedagogico dell’Archeologia Sperimentale nella
ricerca e nella divulgazione (nelle scuole, nei Parchi archeologici e nei
Musei), chiarendo la differenza tra la pratica simulativa e pratica esplorativo-conoscitiva
funzionale alla ricerca. Nel corso dell’insegnamento si prevedono test
sperimentali relativamente alla lavorazione della ceramica, della litica,
dell’osso e delle fibre vegetali. Si tratta di prove finalizzate alla messa in
pratica della procedura sperimentale, dalla progettazione dell'esperimento,
alla stesura del protocollo, fino allo svolgimento delle prove.
Testi di riferimento
1) C. Lemorini, Che cos’è
l’archeologia sperimentale, Carocci editore (Le Bussole), 2025, pp. 112.
2) Longo L., 2003, Archeologia sperimentale,
esperimenti in archeologia, divulgazione. Osservazioni su significato e ruolo
dell’Archeologia sperimentale, in Rivista Scienze Preistoriche, LIII, pp. 549-568.
3) Zifferero A., 2003, Archeologia sperimentale e parchi
archeologici, in Atti del conv. Archeologie sperimentali. Metodologie ed
esperienze fra verifica, riproduzione, comunicazione e simulazione, Comano
Terme – Fiavè 2001, pp. 49-76.
4) Mannoni T, Giannichedda E. 1996, Archeologia della produzione, cap. I,
II, III, IV, Einaudi, Torino (pag. 40)
5) Todaro S, 2020 Prima del tornio. Un approccio
sperimentale allo studio delle tecniche di foggiatura nel mediterraneo
preistorico, Roma 2020, Edizioniquasar, pp. 146.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 171
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limiti delle risorse finanziarie assegnate, ad assicurare per quanto possibile
la presenza di una copia dei testi adottati nella Biblioteca dipartimentale o
(per testi di difficile reperimento, articoli e saggi) a renderli disponibili
su Studium, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di diritti d’autore.
Verifica dell'apprendimento
Modalità di verifica dell'apprendimento
X Valutazione in itinere
X Prova pratica
La prova in itinere
consiste in un test scritto, con domande aperte e a risposta multipla, relativa
alla storia della disciplina e ai suoi ambiti di applicazione. La prova pratica
è una prova di gruppo, relativa alla creazione di un protocollo sperimentale su
problemi specifici. Quest’anno si affronteranno questioni relative alla
tessitura.
Per la valutazione
dell’esame si terrà conto della padronanza dei contenuti e delle competenze
acquisite, dell’accuratezza linguistica e proprietà lessicale, nonché della
capacità argomentativa dimostrata dal/la candidato/a.
Esempi di domande e/o esercizi frequenti
Primi insegnamenti di archeologia sperimentale
in Europa; ambiti di applicazione dell’archeologia sperimentale; la
disneyficazione del passato e altri aspetti aberranti della pratica
sperimentale.
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