Luigi TROVATO

Dottorando - XXXVI Scienze dell'Interpretazione - Tutor: Giovanna Rita GIARDINA


Luigi Trovato (Nicosia [EN], 1994) ha conseguito nel 2017 la laurea triennale in Filosofia presso l’Università di Catania con una tesi dal titolo Il problema del suicido nel Commentario al Fedone di Damascio e nel 2020 la laurea magistrale in Scienze Filosofiche presso il medesimo Ateneo con una tesi dal titolo Per un’individualità metamorfica. La natura anfibia dell’anima particolare nel Commentario al Parmenide di Damascio.

Dal 20/03/2017 al 31/12/2019 ha ricoperto il ruolo di mediatore linguistico presso la Società Cooperativa Sociale Integra di Mascalucia (CT) in attività di collaborazione nei processi di integrazione nella rete SPRAR dei minori stranieri non accompagnati.

Nel giugno 2018 è stato componente del gruppo di lavoro della segreteria scientifica al Convegno Internazionale To metron. Sulla nozione di misura nella filosofia di Aristotele organizzato dalla Prof.ssa G.R. Giardina presso l’Università degli Studi di Catania.

Progetto di ricerca del dottorato

Il concetto di tempo nel tardo neoplatonismo. Proclo e Damascio

Il progetto di ricerca si propone di analizzare il concetto di tempo elaborato dagli ultimi due grandi commentatori di Platone appartenenti al tardo neoplatonismo pagano, Proclo e Damascio. Nella nota articolazione gerarchica neoplatonica del reale, infatti, sembrerebbe essere ravvisabile un peculiare sincretismo fra le due celeberrime definizioni fornite dai due autori-pilastri della filosofia di età classica, quella di immagine mobile dell’eternità di Platone, Tim. 37d5 e quella di numero del movimento secondo l’anteriore e il posteriore di Aristotele, Phys. 4.11, 220a25, che vede una maggiore accentuazione della prima o della seconda concezione in relazione allo specifico livello ontologico di volta in volta indagato ed esaminato. Va altresì sottolineato che una qualsivoglia struttura temporale, la quale parrebbe inerire ad ogni singola gradazione dell’essere senza eccezioni, risulta tuttavia assente all’apice della gerarchia neoplatonica, cioè nel principio primo ineffabile – il quale è epekeina vou kai ousias secondo la rinomata dicitura plotiniana (fra gli innumerevoli passaggi, basti Plot., Enn. V 1.8, 8) – e al suo livello infimo, ossia nella materia assoluta – che è altrettanto incoglibile sia concettualmente sia semanticamente in quanto assenza di ogni determinazione e pura potenzialità (dinamis), se proprio si vuole dire qualcosa di essa, pur con la consapevolezza di farlo impropriamente

 

  • Aristotele nel pensiero tardo-antico. Riflessioni a partire dal libro di Andrea Falcon, Aristotelismo, in ΣΥΖΗΤΗΣΙΣ, VI/1 (2019), pp. 229-247.
  • Aristotele sulle Emozioni. Per un recupero della riflessione antica nella contemporaneità, in Siculorum Gymnasium (in corso di pubblicazione).