Approfondire la
conoscenza della storia dell’arte, leggere i manufatti nel loro linguaggio
specifico e in relazione alla storia del loro autore, ai luoghi a cui sono destinati,
alle attese della committenza, ai condizionamenti della tecnica e delle
tradizioni iconografiche e, a partire dallo studio delle fonti, del pensiero
storiografico e dei documenti d’archivio, ai significati rappresentati. Dunque
l’opera d’arte studiata nel suo linguaggio specifico, al centro di un preciso
contesto storico e culturale e al tempo stesso strumento per capire questo
contesto.
Al termine del
corso, gli studenti:
1) avranno
conoscenze e capacità di comprensione nei settori della storia dell’arte,
dall’età classica a quella contemporanea, sia bibliografica che a diretto
contatto con i materiali; possiederanno inoltre conoscenze storiche utili a
contestualizzare i singoli manufatti artistici in rapporto alla committenza,
alla storia delle istituzioni, alla storia politica e religiosa, alla ricezione
da parte dei “pubblici” delle diverse epoche storiche;
2) avranno la capacità
di leggere e comprendere testi di livello avanzato nei campi della storia
dell’arte;
3) sapranno integrare
le conoscenze e gestire la complessità, e formulare giudizi anche sulla base di
informazioni limitate o incomplete;
4) potranno comunicare
le loro conclusioni e conoscenze e la ratio ad esse sottesa, a interlocutori
specialisti e non specialisti;
5) potranno studiare in un
modo auto-gestito o autonomo.
Metodi di studio, attribuzione
- G. Previtali, Attribuzione,
in Arte 2, a cura di G. Previtali,
(“Enciclopedia Feltrinelli Fischer”, 23), 2 voll., Milano, Feltrinelli, 1971,
I, pp. 56-60;
- G. Romano, Una lezione
per aspiranti storici dell’arte, in L’intelligenza
della passione. Scritti per Andrea Emiliani, a cura di M. Scolaro e
F.P. Di Teodoro, Bologna, Minerva Editrice, 2001, pp. 489-496;
- G. Romano, Il
Cinquecento di Roberto Longhi. Eccentrici, classicismo precoce, “maniera”,
“Ricerche di storia dell’arte”, 1982, 17, pp. 5-27, ora in G. Romano, Storie dell’arte. Toesca, Longhi, Wittkower,
Previtali, Roma, Donzelli, 1998, pp. 23-63;
- C. Ginzburg, Spie.
Radici di un paradigma indiziario, in Crisi della ragione, a cura di A. Gargani, Torino, Einaudi,
1979, pp. 57-106, ora in C. Ginzburg, Miti,
emblemi, spie: morfologia e storia, Milano, Adelphi, 2023, pp.
157-201.
Questioni
di raffaellismo nel meridione e in Sicilia nel primo Cinquecento
-
F. Campagna Cicala, La cultura
pittorica nella Sicilia orientale, in Vincenzo
degli Azani da Pavia e la cultura figurativa in Sicilia nell’età di Carlo V,
catalogo della mostra a cura di T. Viscuso (Palermo, chiesa di santa Cita, 21
settembre - 8 dicembre 1999), Siracusa - Palermo, Ediprint - Regione siciliana.
Assessorato regionale dei beni culturali e ambientali e della pubblica
istruzione, 1999, pp. 127-148;
-
Catalogo delle opere [1-34], in Vincenzo degli Azani da
Pavia e la cultura figurativa in Sicilia nell’età di Carlo V,
catalogo della mostra a cura di T. Viscuso (Palermo, chiesa di santa Cita, 21
settembre - 8 dicembre 1999), Siracusa - Palermo, Ediprint - Regione siciliana.
Assessorato regionale dei beni culturali e ambientali e della pubblica
istruzione, 1999, pp. 249-310;
-
V. Pinto, Un milanese in Sicilia. A
proposito degli incontri fra il lombardo Cesare da Sesto e il messinese
Girolamo Alibrandi, in Studia humanitatis. Saggi
in onore di Roberto Osculati, a cura di A. Rotondo, Roma, Viella,
2011, pp. 297-309;
-
V. Pinto, “In traccia della maniera
moderna”. La vita di Girolamo Alibrando di Francesco Susinno, in Itinerari d’arte in Sicilia, a cura di G. Barbera e M.C. Di
Natale, Napoli, Edizioni Graphen, 2012, pp. 179-184;
-
V. Pinto, La “Madonna con il Bambino
in trono tra i santi Giovanni Battista e Giorgio” di Cesare da Sesto,
in Leonardo da Vinci e l’Accademia di Brera,
a cura di P. Salvi, Milano, Silvana editoriale, 2020, pp. 137-139;
-
V. Farinella, Raffaello pittore
archeologo, Roma, Carocci, 2021, pp. 227;
-
A. Migliorato, Considerazioni sull’influsso
di Cesare da Sesto in Sicilia: l’apporto di Alfonso Franco, “L’officina
di Efesto”, anno 2019 (ma 2021), pp. 47-68;
-
Gli spagnoli a Napoli: il Rinascimento meridionale, catalogo della mostra a cura di R. Naldi e
A. Zezza (Napoli, Museo e real bosco di Capodimonte, 13 marzo - 25 giugno
2023), Napoli, Arte’m, 2023;
-
M. Tanzi, La Nuda dormiente: problemi
di anticlassicismo padano, Roma, De Luca editori d’arte, 2024 (95
pp. ca.).
I/Le docenti si impegnano, nei limiti
delle risorse finanziarie assegnate, ad assicurare per quanto possibile la
presenza di una copia dei testi adottati nella Biblioteca dipartimentale o (per
testi di difficile reperimento, articoli e saggi) a renderli disponibili su
Studium, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di diritti d’autore.
Prova scritta (itinere)
Prova orale (finale)
Gli
studenti potranno accedere a due prove in itinere. Ogni prova consisterà nella
redazione in aula di un breve testo di analisi formale e stilistica di almeno
due opere fra quelle più significative proposte a lezione o presenti nei testi
in programma del modulo “Questioni di raffaellismo nel meridione e in Sicilia
nel primo Cinquecento” (in particolare la prima prova verterà sulle parti di
programma relative a Raffaello e alla fenomenologia artistica nell’Italia
meridionale fino al 1511; la seconda sulle opere e gli artisti del resto del
programma). Lo studente sarà invitato, sulla base di quanto detto in aula e di
quanto studiato nei testi in programma, a riconoscere le opere sottoposte ad
esame, a contestualizzarle e a far emergere le eventuali diverse opinioni
attributive e le relative motivazioni, per proporne se il caso una propria
originale lettura critica.
Nella valutazione delle
prove si terrà conto dell’originalità dell’elaborato; della capacità di
rielaborare gli argomenti trattati a lezione; del rigore dell’analisi; della
capacità di far emergere, con approccio critico, la bibliografia di
riferimento.
La votazione ottenuta
nelle prove in itinere sarà presa in considerazione nella definizione del voto
finale.
Le prove in itinere,
fortemente consigliate, avranno validità nelle due sessioni ordinarie d’esame
successive allo svolgimento del corso.
Durante
l’esame finale, superata
una preliminare prova di riconoscimento, lo studente che abbia
superato positivamente tutte e due le prove in itinere sarà invitato a discutere i metodi di studio della
storia dell’arte e le dinamiche dei conoscitori sulla base del primo modulo del
programma d’esame. Di questi dovrà illustrare, con chiarezza d’esposizione e
competenza lessicale, almeno il percorso degli studi e la chiara
identificazione delle principali proposte di metodo.
Lo studente sarà inoltre eventualmente invitato a discutere,
sulla base dei testi in programma e attraverso la somministrazione di ulteriori
prove di riconoscimento, su ognuno delle parti del corso per le quali non
avesse partecipato o non avesse superato la relativa prova in itinere, illustrando
con chiarezza d’esposizione e competenza lessicale, almeno lo stato degli
studi, la chiara identificazione degli oggetti, l’attuale prevalente
riferimento cronologico e attributivo.
L’attribuzione del
voto sarà basata su questi criteri:
30 e lode, lo studente
avrà partecipato attivamente al corso, conseguito ottimi risultati nelle prove
in itinere e avrà dimostrato ed espresso in maniera eccellente tutte le
conoscenze e capacità individuate nel campo sottostante;
da 28 a 30, lo
studente dovrà rivelare ottime conoscenze generali e capacità di comprensione e
di espressione, mostrando in particolare: evidenti abilità di analisi dei temi
proposti; propensione e disponibilità all’approfondimento; apertura
interdisciplinare sugli argomenti affrontati;
da 25 a 27, lo
studente mostrerà una conoscenza buona ma a tratti mnemonica, accompagnata da
un’analisi coerente e un linguaggio corretto;
da 22 a 24, lo
studente mostrerà una conoscenza accettabile ma prevalentemente mnemonica,
accompagnata da un’analisi superficiale e un linguaggio corretto anche se non
sempre appropriato;
da 18 a 21, lo
studente presenterà una conoscenza di base degli argomenti principali del
corso, una comprensione superficiale, una limitata capacità di collocare nel
tempo e nello spazio le opere e gli autori in programma e utilizzerà
un’adeguata proprietà di linguaggio con un vocabolario ai limiti della
correttezza;
carenze evidenti nelle
conoscenze, uso di un vocabolario inappropriato, mancanza di punti di
riferimento cronologici e geografici delle opere e degli argomenti di base del
programma daranno luogo ad una valutazione insufficiente.