FILOSOFIA DEL DIRITTO

Anno accademico 2026/2027 - Docente: ALBERTO ANDRONICO

Risultati di apprendimento attesi

Secondo i descrittori di Dublino gli studenti dovranno, alla fine del corso, acquisire:

1) Conoscenza e comprensione: Al termine del corso, le studentesse e gli studenti avranno acquisito una conoscenza approfondita dei fondamenti epistemologici del normativismo kelseniano e delle categorie centrali del pensiero di Carl Schmitt. Comprenderanno il contesto storico-culturale della Repubblica di Weimar in cui tali dottrine si sono formate e sapranno ricostruire i termini teorici che distinguono le loro rispettive concezioni del diritto. Conosceranno inoltre le principali categorie del dibattito filosofico-giuridico novecentesco (positivismo giuridico, giusnaturalismo, decisionismo, istituzionalismo) necessarie per collocare criticamente i due autori all'interno delle correnti della filosofia del diritto.

2) Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Gli studenti e le studentesse saranno in grado di applicare gli strumenti concettuali acquisiti all'analisi di testi filosofico-giuridico complessi, individuando le premesse teoriche sottese a differenti modelli di ordinamento giuridico e politico. Sapranno utilizzare le categorie kelseniane e schmittiane per leggere criticamente questioni di attualità istituzionale (giustizia costituzionale, rapporti tra poteri, stati di emergenza, sovranità), applicando il lessico tecnico appropriato a casi e problemi concreti, anche esterni al perimetro storico originario delle due dottrine.

3) Autonomia di giudizio: Il corso mira a sviluppare la capacità di valutare criticamente e autonomamente le tesi di Kelsen e Schmitt, cogliendone tanto la forza argomentativa quanto i limiti e le aporie. Le studentesse e gli studenti saranno messi in condizione di formulare giudizi motivati sul rapporto tra diritto e politica, tra legalità e legittimità, elaborando posizioni personali fondate sulla lettura diretta delle fonti e non su semplici sintesi manualistiche.

4) Abilità comunicativa: Al termine del percorso, gli studenti e le studentesse sapranno esporre in forma chiara, rigorosa e argomentata i nuclei teorici delle due dottrine e i termini del loro confronto, utilizzando correttamente il lessico tecnico della filosofia del diritto e della teoria dello Stato. Svilupperanno inoltre la capacità di sostenere un confronto dialettico su posizioni teoriche divergenti, motivando le proprie tesi e confrontandosi con interpretazioni alternative.

5) Capacità di apprendimento: Il corso fornisce gli strumenti metodologici per proseguire autonomamente lo studio della filosofia del diritto e della teoria dello Stato, anche oltre i confini tematici del programma: capacità di lettura diretta di testi classici, di reperimento e uso della letteratura critica, di collocazione storico-concettuale di dottrine giuridico-politiche. Tali competenze risultano trasferibili allo studio di autori successivi e a ulteriori percorsi di approfondimento.

Modalità di svolgimento dell'insegnamento

Lezioni frontali e discussione in aula

Prerequisiti richiesti

Conoscenza dei principali concetti filosofici e delle principali correnti storico-filosofiche

Frequenza lezioni

Facoltativa

Contenuti del corso

Repubblica di Weimar, primi anni Trenta. Due giuristi elaborano, quasi in parallelo, due modi radicalmente opposti di pensare il diritto e il potere, entrambi nati dal tentativo di rispondere alla stessa urgenza: come pensare l'ordine giuridico e politico in un'epoca di crisi. Da una parte Hans Kelsen, che sogna un diritto "puro", sganciato da ogni residuo politico e morale, retto solo dalla coerenza logica delle norme. Dall'altra Carl Schmitt, per cui ogni norma nasconde una decisione, e ogni ordine giuridico riposa, in ultima istanza, sulla capacità di riconoscere un nemico.

Il corso ricostruisce questo confronto (teorico ma anche, letteralmente, biografico e politico) seguendo il pensiero dei due autori nei suoi snodi più radicali. Si parte dall'architettura kelseniana del diritto: la piramide delle norme, la Grundnorm che tiene in piedi l'intero sistema, l'ambizione di una scienza giuridica libera da politica e ideologia. Si passa poi al mondo concettuale di Schmitt: il criterio amico/nemico come cifra del politico, la sovranità come potere di decidere sull'eccezione, la teologia politica come chiave per capire lo Stato moderno.

La parte conclusiva del corso è dedicata al confronto diretto tra le due visioni, dove i due paradigmi si misurano senza mediazioni. Si verifica così la tenuta di queste categorie oggi: stati di eccezione, crisi della sovranità, tensioni tra legalità e legittimità sono problemi che Kelsen e Schmitt hanno formulato per primi e che continuano a interrogare la filosofia del diritto contemporanea.

Testi di riferimento

- H. Kelsen, Lineamenti di dottrina pura del diritto, Einaudi, Torino 2000 (pp. 47-169)

- C. Schmitt, Le categorie del ‘politico’, Il Mulino, Bologna 2014 (pp. 33-183, 247-275)

I/Le docenti si impegnano, nei limiti delle risorse finanziarie assegnate, ad assicurare per quanto possibile la presenza di una copia dei testi adottati nella Biblioteca dipartimentale o (per testi di difficile reperimento, articoli e saggi) a renderli disponibili su Studium, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di diritti d’autore. 

Programmazione del corso

 ArgomentiRiferimenti testi
1Introduzione
2Giusnaturalismo e positivismo giuridico
3Una dottrina pura
4Diritto e natura
5Diritto e morale
6L'ordinamento giuridico
7La norma fondamentale
8Diritto e forza
9Diritto e Stato
10Il diritto internazionale
11La sovranità
12Lo stato di eccezione
13Il politico
14Amico/Nemico
15Neutralizzazioni
16La critica alla democrazia liberale
17I tre tipi di pensiero giuridico
18L'eredità

Verifica dell'apprendimento

Modalità di verifica dell'apprendimento

Prova orale finale.

Le lezioni e gli esami verteranno sulla lettura e analisi dei testi.

Gli studenti dovranno pertanto portare con sé all’esame tutti i libri previsti dal programma.

Saranno valutati:

- la capacità di leggere e interpretare i testi;

- la competenza linguistica;

- la capacità di riferire il contenuto dei testi alla tematica generale del corso.

Per la valutazione dell’esame si terrà conto della padronanza dei contenuti e delle competenze acquisite, dell’accuratezza linguistica e proprietà lessicale, nonché della capacità argomentativa dimostrata dal/la candidato/a.

Esempi di domande e/o esercizi frequenti

 L’esame consiste nella lettura e analisi dei testi, con la seguente tipologia di domande:

1.   Legga e spieghi questo brano tratto dai Lineamenti di dottrina pura del diritto di Hans Kelsen: «La dottrina pura del diritto si sforza di […] distinguere totalmente il concetto della norma giuridica da quello della norma morale da cui è sorto e assicura lautonomia del diritto anche di fronte alla legge morale. Questo avviene facendo in modo che la norma giuridica, contrariamente alla dottrina tradizionale, venga intesa non come imperativo al pari della norma morale, ma bensì come un giudizio ipotetico che esprime il rapporto specifico di un fatto condizionante con una conseguenza condizionata. La norma giuridica diventa la proposizione giuridica che esprime la forma fondamentale della legge».

2.   Legga e spieghi questo brano tratto dalla Teologia politica di Carl Schmitt: «Ogni norma generale richiede una strutturazione normale dei rapporti di vita, sui quali essa di fatto deve trovare applicazione e che essa sottomette alla propria regolamentazione normativa. La norma ha bisogno di una situazione media omogenea. Questa normalità di fatto non è semplicemente un “presupposto esterno” che il giurista può ignorare; essa riguarda invece direttamente la sua efficacia immanente». 

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