CULTURE DEL MEDITERRANEO MEDIEVALE

Anno accademico 2026/2027 - Docente: STEFANO RAPISARDA

Risultati di apprendimento attesi

Il corso mira a delineare lo spazio mediterraneo medievale come area di contatto e conflitto fra le culture latino-romanza, greco-bizantina, ebraica e arabo-islamica, attraverso l'analisi filologica diretta di testi, manufatti, fenomeni linguistici. Nel quadro del policentrismo mediterraneo saranno esaminati i rapporti fra lingue e identità; i generi letterari dell'Occidente medievale nel loro rapporto vero o presunto con le fonti orientali; i luoghi geografici dell'incontro e dello scontro — Spagna, Sicilia normanna e Terrasanta crociata — attraverso lo studio di fonti dirette, testuali e materiali, con discussione critica dei paradigmi storiografici della convivencia e della "società coloniale".

Prerequisiti richiesti

Conoscenze, abilità e competenze che si dànno normalmente per acquisite al conseguimento di una laurea di 1° livello; in particolare, corretto orientamento spazio-temporale e quantitativo, possesso di un adeguato lessico di base. Ad es. se il contesto della discussione verte sulla diffusione della lingua catalana nel Mediterraneo, lo studente dovrà essere capace di localizzare le isole Baleari su una cartina muta; dovrà saper collocare nel tempo, con accettabile approssimazione, eventi storici la cui conoscenza è presupposta nella manualistica; nel contesto della discussione di cui sopra dovrà saper collocare sull’asse cronologico episodi come le guerre napoleoniche o la guerra civile di Spagna. Dovrà altresì possedere una corretta capacità di orientamento quantitativo (valutare con discreta approssimazione la popolazione di una città o di una nazione, o l’approssimativa distanza tra due luoghi). Non è richiesta la conoscenza preventiva di lingue romanze diverse dall'italiano; è auspicabile la conoscenza del latino di base. L’eventuale accertamento di gravi lacune nelle sopraddette nozioni di base di ‘cultura generale’ che si dànno per acquisite al termine della scuola secondaria superiore pregiudicherà gravemente l’esito dell’esame.

Frequenza lezioni

Facoltativa

Contenuti del corso

La prima parte del corso è dedicata all'introduzione della Filologia romanza come disciplina fondata sull’identità nazionale. Filologia e archeologia condividono, nell'Europa ottocentesca, una medesima vocazione fondativa: entrambe furono istituzionalizzate per costruire e legittimare le identità nazionali nascenti, la prima cercando nelle lingue e nei testi medievali le radici di un'anima popolare, la seconda dissotterrando manufatti e sepolture per materializzare quella continuità etnica nel suolo della "patria". Prendere coscienza di questa comune ipoteca ideologica è un importante presupposto per praticare entrambe le discipline con rigore critico. La seconda parte del corso è dedicata alle lingue, alle identità e ai generi letterari nel Mediterraneo medievale: si analizzano le quattro grandi tradizioni culturali (latina-romanza, greco-bizantina, ebraica, arabo-islamica) e i fenomeni di variazione e allografia (testi romanzi in caratteri greci, ebraici, arabi e siriaci). Si affrontano quindi i principali generi letterari nell'ottica del contatto interculturale: epica (Chanson de Roland, Cantar de mio Cid), lirica (origini arabe della lirica trobadorica, ḫarǧāt, lirica nella corte di Federico II), novellistica (circolazione di storie arabe e indiane, Mille e una notte, tradizione sapienziale ebraica). Infine si studieranno i principali luoghi geografici dell'incontro e dello scontro tra culture in area mediterranea: la Spagna medievale (traduzioni del Corano, Scuola di Toledo, letteratura aljamiado-morisca, glossari), la Sicilia araba-normanna-sveva (documenti greci, arabi e ebraici, testi allografici, epigrafia plurilingue, poesia in volgare) e la Terrasanta crociata (letteratura francese, varietà linguistiche romanze, scriptoria latini, epica araba e romanza, glossari, ecc.).

La frequenza del corso è vivamente consigliata.

Testi di riferimento

Filologia, storia, società:

1)      Stefano Rapisarda, La Filologia al servizio delle Nazioni. Storia, crisi e prospettive della Filologia romanza, Bruno Mondadori, Milano 2018 ISBN 978-8867741922 (2 CFU), pp. 1-202

 

Introduzione alle culture del Mediterraneo medievale

2)      Stefano Rapisarda, Filologia del Mediterraneo medievale. Incontri e scontri tra testi, lingue e culture, Carocci, Roma 2026 ISBN 978-8829032013 (4 CFU), pp. 1-368

 

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive disposizioni, fotocopiare libri in commercio, in misura superiore al 15% del volume o del fascicolo di rivista, è reato penale.

Per ulteriori informazioni sui vincoli e sulle sanzioni all’uso illecito di fotocopie, è possibile consultare le Linee guida sulla gestione dei diritti d’autore nelle università (a cura della Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle opere dell’ingegno - AIDRO).

I/Le docenti si impegnano, nei limiti delle risorse finanziarie assegnate, ad assicurare per quanto possibile la presenza di una copia dei testi adottati nella Biblioteca dipartimentale o (per testi di difficile reperimento, articoli e saggi) a renderli disponibili su Studium, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di diritti d’autore.

Verifica dell'apprendimento

Modalità di verifica dell'apprendimento

Prova scritta, durata due ore, da tenersi dopo la decima lezione.

Verifica dei pre-requisiti (corretto orientamento spazio-temporale, quantitativo e linguistico, per es. capacità di collocare Barcelona, Gerusalemme, Istambul, Il Cairo su una cartina muta del Mediterraneo; capacità di ordinare cronologicamente una serie di personaggi storici; capacità di associare lingue romanze e testi; capacità di percepire correttamente le distanza geografiche e la dimensione quantitativa delle principali nazioni e/o metropoli mediterranee, per es. “qual è il numero approssimativo della popolazione residente oggi in Italia?” Qual è il numero approssimativo della popolazione residente in Sicilia? ecc.; capacità di risolvere implicazioni lessicali e cpnvcettuali, per es. dato il seguente passo: “L’importanza delle traduzioni dall’arabo nella storia della civiltà occidentale è ormai storiograficamente fuori discussione. I margini di un possibile ‘revisionismo’ sono piuttosto stretti e, se anche oggi trovasse ospitalità accademica, esso si troverebbe a scontrarsi, extra-accademicamente, con la mitologia del politically correct.” Cosa vuol dire la diffusa locuzione politically correct?)

Prova finale scritta, durata 2 ore

La prova consiste di valutazione del possesso di corretto orientamento temporale, spaziale e quantitativo (2 punti)

L’eventuale accertamento di gravi lacune nelle nozioni di base di carattere storico-culturale che si dànno per acquisite al termine della scuola secondaria superiore pregiudicherà gravemente l’esame e implicherà un handicap del 30%.

Gli studenti con valutazioni a partire da 28 e miranti a una valutazione di eccellenza potranno presentare un paper di 6-8 pagine da concordare col docente. 

Esempi di domande e/o esercizi frequenti

Quattro quesiti a risposta aperta (punti 0-7 per ciascun quesito), per es. a titolo puramente esemplificativo:

  Che cosa si intende per "testo allografico"? Si illustri il fenomeno con almeno due esempi tratti da tradizioni diverse (romanza in caratteri ebraici, arabi o greci), precisando le implicazioni metodologiche per il filologo.

  Che cosa s'intende per "linea Jireček" e quale rilevanza ha per la delimitazione delle aree di influenza latino-romanza e greco-bizantina nel Medioevo mediterraneo?

  Si discuta la questione dell'origine araba della lirica trobadorica: quali sono le principali posizioni della critica, quali le prove addotte a favore e contro, e perché il dibattito è metodologicamente rilevante per la filologia medievale?

  Che cos'è la ḫarǧa arabo-andalusa? Si illustrino le caratteristiche formali dell'muwaššaḥa e si discuta il problema della sua edizione critica alla luce della pluralità delle tradizioni manoscritte e della difficoltà di traslitterazione.

  Si descriva l'attività della Scuola di traduzione di Toledo: quali lingue erano coinvolte, quali tipologie testuali furono tradotte e quale fu il ruolo degli intermediari linguistici nella trasmissione del sapere scientifico e filosofico greco-arabo all'Occidente latino?

  Quali sono le principali fonti documentarie per lo studio dell'arabo in Sicilia normanna? Si discuta in che misura esse consentano di ricostruire la situazione sociolinguistica dell'isola tra xi e xiii secolo, con particolare attenzione al problema della "estinzione" dell'arabo.

  Che cosa s'intende per convivencia nella storiografia sulla Spagna medievale? Si discuta criticamente il dibattito storiografico e ideologico intorno al concetto.

  Si illustri la circolazione delle raccolte narrative di origine araba e indiana (Kalila wa-Dimna, Libro de los engaños, Mille e una notte) nel Mediterraneo medievale, precisando le tappe della traduzione, i contesti di produzione e ricezione, e i problemi filologici posti dalle tradizioni di trasmissione.

  Quali competenze linguistiche e filologiche definiscono il profilo del "filologo mediterraneo medievale" secondo il manuale? In che senso si può ricorrere ricorre alla metafora del decatleta, e quali conseguenze ne trae per i curricula universitari?

  Sulla base della conclusione del manuale (Sull'altro versante, a mo' di conclusione), si discuta la tesi dell'asimmetria culturale tra mondo cristiano e mondo islamico medievale riguardo all'interesse per le lingue "dell'altro". Quali esempi testuali e documentari vengono portati a sostegno, e quale implicazione metodologica ne deriva per una filologia del contatto?

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