FILOLOGIA ROMANZA
Anno accademico 2026/2027 - Docente: STEFANO RAPISARDARisultati di apprendimento attesi
Il corso introduce agli strumenti di base di una nuova disciplina, la filologia medievale mediterranea intesa come disciplina comparativa fondata sullo studio dei testi scritti prodotti nelle situazioni di contatto linguistico e culturale tra Occidente e Oriente nel Medioevo. Lo studente acquisirà competenze nell'analisi filologica di tradizioni plurilingui (latina-romanza, greco-bizantina, ebraica, arabo-islamica) e nei fenomeni di translitterazione, transcritturazione e allografia. Obiettivo centrale è sviluppare la capacità di riconoscere e interpretare, nella concretezza materiale dei testi, le modalità di transfert culturale tra tradizioni diverse. Al termine del corso lo studente sarà in grado di orientarsi criticamente nella storia degli studi sul Mediterraneo medievale, di valutare i principali dibattiti storiografici e ideologici che hanno accompagnato la disciplina, e di applicare una metodologia rigorosa all'analisi di testi di contatto prodotti negli spazi geopolitici dell'Iberia, della Sicilia normanna e del Levante crociato.
Modalità di svolgimento dell'insegnamento
Lezioni frontali o attività equivalenti: 24
Eventuali esercitazioni o attività assistite equivalenti: 12Prerequisiti richiesti
Frequenza lezioni
Contenuti del corso
La Filologia romanza è stata istituzionalizzata, nell'Europa ottocentesca, per costruire e legittimare le identità nazionali nascenti. A un’introduzione storica alla disciplina è dedicata la parte introduttiva del corso. La seconda parte è dedicata alle lingue, alle identità e ai generi letterari nel Mediterraneo medievale: si analizzano le quattro grandi tradizioni culturali (latina-romanza, greco-bizantina, ebraica, arabo-islamica) e i fenomeni di variazione e allografia (testi romanzi in caratteri greci, ebraici, arabi e siriaci). Si affrontano quindi i principali generi letterari nell'ottica del contatto interculturale: epica (Chanson de Roland, Cantar de mio Cid), lirica (origini arabe della lirica trobadorica, ḫarǧāt, lirica nella corte di Federico II), novellistica (circolazione di storie arabe e indiane, Mille e una notte, tradizione sapienziale ebraica). Saranno quindi studiati i luoghi geografici dell'incontro e dello scontro: la Spagna medievale (traduzione del Corano, Scuola di Toledo, letteratura aljamiado-morisca, glossari), la Sicilia normanna (documenti arabi, testi allografici, epigrafia plurilingue, estinzione dell'arabo) e la Terrasanta crociata (Outremer, varietà linguistiche, scriptoria, convivenza e conflitto).
La frequenza del corso è vivamente consigliata.Testi di riferimento
Filologia, storia, società:
1) Stefano Rapisarda, La Filologia al servizio delle Nazioni. Storia, crisi e prospettive della Filologia romanza, Bruno Mondadori, Milano 2018 ISBN 978-8867741922 (2 CFU), pp. 1-202
Introduzione alle culture del Mediterraneo medievale
2) Stefano Rapisarda, Filologia del Mediterraneo medievale. Incontri e scontri tra testi, lingue e culture, Carocci, Roma 2026 ISBN 978-8829032013 (4 CFU), pp. 1-202
Verifica dell'apprendimento
Modalità di verifica dell'apprendimento
Prova scritta, durata due ore, da tenersi dopo la decima lezione.
Verifica dei pre-requisiti (corretto orientamento spazio-temporale, quantitativo e linguistico, per es. capacità di collocare Barcelona, Gerusalemme, Istambul, Il Cairo su una cartina muta del Mediterraneo; capacità di ordinare cronologicamente una serie di personaggi storici; capacità di associare lingue romanze e testi; capacità di percepire correttamente le distanza geografiche e la dimensione quantitativa delle principali nazioni e/o metropoli mediterranee, per es. “qual è il numero approssimativo della popolazione residente oggi in Italia?” Qual è il numero approssimativo della popolazione residente in Sicilia? ecc.; capacità di risolvere implicazioni lessicali e cpnvcettuali, per es. dato il seguente passo: “L’importanza delle traduzioni dall’arabo nella storia della civiltà occidentale è ormai storiograficamente fuori discussione. I margini di un possibile ‘revisionismo’ sono piuttosto stretti e, se anche oggi trovasse ospitalità accademica, esso si troverebbe a scontrarsi, extra-accademicamente, con la mitologia del politically correct.” Cosa vuol dire la diffusa locuzione politically correct?)Esempi di domande e/o esercizi frequenti
La prova consiste di:
1) valutazione del possesso di corretto orientamento temporale, spaziale e quantitativo (3 punti)
Tre quesiti a risposta aperta (punti 0-9 per ciascun quesito), per es. a titolo puramente esemplificativo:
· Che cosa si intende per "testo allografico"? Si illustri il fenomeno con almeno due esempi tratti da tradizioni diverse (romanza in caratteri ebraici, arabi o greci), precisando le implicazioni metodologiche per il filologo.
· Che cosa s'intende per "linea Jireček" e quale rilevanza ha per la delimitazione delle aree di influenza latino-romanza e greco-bizantina nel Medioevo mediterraneo?
· Si discuta la questione dell'origine araba della lirica trobadorica: quali sono le principali posizioni della critica, quali le prove addotte a favore e contro, e perché il dibattito è metodologicamente rilevante per la filologia medievale?
· Che cos'è la ḫarǧa arabo-andalusa? Si illustrino le caratteristiche formali dell'muwaššaḥa e si discuta il problema della sua edizione critica alla luce della pluralità delle tradizioni manoscritte e della difficoltà di traslitterazione.
· Si descriva l'attività della Scuola di traduzione di Toledo: quali lingue erano coinvolte, quali tipologie testuali furono tradotte e quale fu il ruolo degli intermediari linguistici nella trasmissione del sapere scientifico e filosofico greco-arabo all'Occidente latino?
· Quali sono le principali fonti documentarie per lo studio dell'arabo in Sicilia normanna? Si discuta in che misura esse consentano di ricostruire la situazione sociolinguistica dell'isola tra xi e xiii secolo, con particolare attenzione al problema della "estinzione" dell'arabo.
· Che cosa s'intende per convivencia nella storiografia sulla Spagna medievale? Si discuta criticamente il dibattito storiografico e ideologico intorno al concetto.
· Si illustri la circolazione delle raccolte narrative di origine araba e indiana (Kalila wa-Dimna, Libro de los engaños, Mille e una notte) nel Mediterraneo medievale, precisando le tappe della traduzione, i contesti di produzione e ricezione, e i problemi filologici posti dalle tradizioni di trasmissione.
· Quali competenze linguistiche e filologiche definiscono il profilo del "filologo mediterraneo medievale" secondo il manuale? In che senso si può ricorrere ricorre alla metafora del decatleta, e quali conseguenze ne trae per i curricula universitari?
· Sulla base della conclusione del manuale (Sull'altro versante, a mo' di conclusione), si discuta la tesi dell'asimmetria culturale tra mondo cristiano e mondo islamico medievale riguardo all'interesse per le lingue "dell'altro". Quali esempi testuali e documentari vengono portati a sostegno, e quale implicazione metodologica ne deriva per una filologia del contatto?
L’eventuale accertamento di gravi lacune nelle nozioni di base di carattere storico-culturale che si dànno per acquisite al termine della scuola secondaria superiore pregiudicherà gravemente l’esame e implicherà un handicap del 30%.
Gli studenti con valutazioni a partire da 28/30 e miranti a una valutazione di eccellenza (lode) potranno presentare un paper di 6-8 pagine da concordare col docente.