Sanità e territorio: storia, attualità, prospettive.

L’Italia gode di un servizio sanitario universale e gratuito all’avanguardia nel mondo per qualità e durata della vita media. Nel 1978, a valle di un decennio cruciale della nostra storia, segnato da conflitti laceranti ma anche da conquiste sociali e dalla nascita delle Regioni ordinarie, la realizzazione del Servizio Sanitario Nazionale ha avuto effetti importanti sul confronto politico, sugli assetti istituzionali e sul dibattito scientifico, stimolando riforme e approcci innovativi per dare risposta a nuove domande, come la sofferenza psichiatrica, la salute delle donne e molte altre. La visione dei servizi pubblici, del modello di cura, delle relazioni tra medico e paziente comincia a mutare negli anni Ottanta, secondo un orientamento internazionale che ha messo in discussione l’universalismo del diritto alla salute, favorendo logiche di mercato e privatizzazioni. Ogni riforma del sistema sanitario produce effetti ampi che, dopo la pandemia di Covid-19, sono stati sempre più evidenti, con l’accentuarsi delle diseguaglianze sociali ma anche delle disparità territoriali non solo tra regione e regione ma anche tra grandi città e piccoli centri, tra pianura e montagna, tra aree costiere e aree interne. La storia di questa conquista faticosa ed essenziale per tutti è al centro del volume di Chiara Giorgi, professoressa associata in Storia contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza. Ne discutono con l’autrice Melania Nucifora, Gea Oliveri Conti e Francesco Martinico, in un seminario del Centro interdipartimentale Territorio – Sviluppo – Ambiente volto a leggere l’attualità alla luce dell’importante eredità ricevuta e delle sfide future dal punto di vista della storia, della medicina, della pianificazione territoriale. Modera il dibattito Marisa Meli.