Ammissione
L’esame di ammissione avviene di norma per titoli e colloquio.
Per la valutazione dei titoli la commissione elabora, già durante la prima riunione, i criteri che vengono resi pubblici subito dopo la riunione. In generale vengono considerati i titoli formativi e di ricerca, e non quelli lavorativi, essendo il dottorato un corso di formazione di III livello.
Per la valutazione del colloquio la Commissione tiene conto della preparazione del candidato nel campo specifico di provenienza, nell’ambito più ampio del patrimonio culturale (evoluzione del concetto di patrimonio culturale, materiale e immateriali, principali atti normativi o di riferimento, principali istituzioni etc.) e della capacità di un approccio interdisciplinare.
Per la valutazione del progetto di ricerca il dottorato tiene conto della congruenza con gli obiettivi del corso (esplicitati nella pagina introduttiva), della qualità scientifica del progetto anche in rapporto allo stato dell’arte, della chiarezza degli obiettivi e della fattibilità. In caso di progetti basati sulla consultazione di documenti/materiali custoditi in musei o archivi è utile allegare documentazione che attesti la effettiva possibilità di accesso.
Variazioni a queste indicazioni generali possono essere effettuate dalla Commissione.
Non sono richieste lettere di presentazione.
Indicazioni sulla formulazione del progetto di dottorato
Per la presentazione delle proposte progettuali di dottorato in “Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale” non è previsto uno schema fisso, ma è opportuno che ogni progetto contenga:
a) un abstract, che è il riassunto conciso di tutto il progetto (stato dell’arte, obiettivi, metodologie), e non è da confondere con la eventuale parte introduttiva;
b) uno stato dell’arte, che metta in luce le recenti acquisizioni e le nuove tendenze di ricerca, nonché gli studi bibliografici più rilevanti sull’argomento e, soprattutto, quali sono gli aspetti da sottoporre a ulteriori indagini in maniera del tutto innovativa e originale al fine di un avanzamento scientifico in uno o più ambiti di ricerca;
c) la descrizione del progetto, con gli obiettivi da perseguire e la metodologia che si intende usare;
d) il cronoprogramma, che dimostri la fattibilità del progetto (che verrà tenuta in considerazione nella valutazione dello stesso). Ad esempio, un progetto di catalogazione di un intero deposito archeologico o di un archivio non può essere portato a termine nei tre anni. Proporsi lo studio di un archivio non accessibile perché in restauro o perché di proprietà privata può non essere fattibile. Si possono allegare in questo caso lettere da parte delle istituzioni pubbliche/private coinvolte che dimostrino l’autorizzazione all’accesso;
e) la bibliografia essenziale (citata nello stato dell’arte).
I progetti non dovranno superare i 30000 caratteri (bibliografia compresa), spazi inclusi.
N.B. Le proposte devono essere finalizzate all’avanzamento scientifico in uno o più ambiti, e non configurarsi come meramente applicative.