Dottorato di ricerca in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale

EIl Dottorato in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale si propone di analizzare, comprendere e valorizzare, da prospettive e con metodologie diverse, i molteplici aspetti del bene culturale materiale e immateriale: dal reperto archeologico al manufatto artistico, dal documento storico-archivistico a quello letterario, per giungere alle arti performative (musica, cinema, teatro, multimedia). Obiettivo è pervenire a una piena comprensione sia del contesto originario di produzione (storico, sociale, tecnologico), sia di quello attuale di fruizione (conservazione, produzione, comunicazione, diffusione), in modo da coniugare un metodo rigoroso di analisi del bene con le competenze necessarie per il suo inserimento nel contesto culturale (creazione di banche dati, fruizione turistica, produzione e comunicazione di contenuti tramite eventi, libri, prodotti multimediali, web). In questo modo il corso si propone di offrire ai dottorandi più ampie prospettive di inserimento nel mondo del lavoro.


L’obiettivo è creare figure professionali di ‘sintesi’, che uniscano competenze specifiche e capacità di dialogo il più ampio mondo culturale. In tale ottica, gli sbocchi occupazionali appaiono diversi e con importanti prospettive di crescita. Sono previste pertanto possibilità di impiego, oltre che presso gli enti pubblici (enti universitari, di ricerca, pubblica amministrazione) anche in imprese e attività che operano:

1) Nel campo della produzione di contenuti per la diffusione e la comunicazione del patrimonio culturale.

2) Nell’analisi e della diagnostica dei materiali. 

3) Nell’analisi del patrimonio sommerso.

4) Nella elaborazione di prodotti informatici.

5) Nella progettazione di piani turistici e modalità di conservazione, fruizione e valorizzazione dei siti archeologici e museali. 

6) Nella gestione del patrimonio culturale e ambientale ai fini di una fruizione “informata” e di qualità (Esperti di turismo sostenibile). 

7) Nella programmazione di iniziative culturali basate sulle vocazioni dei territori (Esperti di management multimediale dei beni culturali: allestimento di percorsi didattici, di portali multimediali, di mostre audiovisive e multimediali, etc.).

8) Nella progettazione di programmi dedicati alla valorizzazione ecosostenibile del patrimonio culturale, in grado di attrarre risolse economiche e sviluppare forme di interazione imprenditoriale (Esperti di progettazione e ricerca di finanziamenti nel campo dei beni culturali).

A conferma di questo approccio multidisciplinare il collegio include, accanto ai docenti delle discipline archeologiche, antichistiche, storiche, storico-artistiche, e delle arti performative, una ampia rappresentanza di docenti delle scienze dure (geologi, fisici, informatici), economiche e turistiche. Il dottorato trova la sua naturale vocazione nel rapporto con il territorio siciliano e il suo capitale culturale, aprendosi però a una più ampia prospettiva euro-mediterranea.

 

Indicazioni sulle prove di esame

L’esame di ammissione al dottorato avviene mediante valutazione dei titoli e colloquio. Secondo quanto stabilito dal bando (DR 2491 del 11 luglio 2017, art. 5, comma 5 e successiva modifica), per la valutazione dei titoli è disponibile un max. di 60 punti, dei quali max. 18 assegnati al curriculum e ai titoli, max. 6 alle conoscenze certificate di lingua inglese, max. 6 a pubblicazioni e max. 30 al progetto di ricerca. Il candidato è ammesso al colloquio se ottiene un punteggio non inferiore a 40/60.
Al colloquio è assegnato un max. di 60 punti. Il candidato è considerato idoneo se ottiene almeno un punteggio complessivo di 80/120.
A seguito della abolizione della prova scritta il colloquio verterà non solo su una discussione del progetto e su una verifica delle conoscenze nel campo specifico di ricerca scelto dal candidato, ma anche su una discussione sui temi di ricerca del dottorato indicati nel bando.