Dottorato di ricerca in Scienze dell’Interpretazione

Il Dottorato in Scienze dell’Interpretazione raccoglie aree diverse del sapere intorno a un concetto chiave della cultura contemporanea.
Nella modernità matura, infatti, l’esaurirsi di ogni prospettiva di pensiero di tipo sostanzialista o normativo ha favorito l’emergere della categoria di ‘interpretazione’, quale spazio teorico di intendimento dell’esistenza e della storia (Heidegger). In questo orizzonte, il linguaggio è apparso, per riconoscimento delle comunità scientifiche, la forma fondamentale di manifestazione dei fenomeni culturali (Gadamer), oltre che la via di comprensione storica dei testi. Linguistica, lessicografia e filologia devono concepirsi come scienze non meramente classificatorie o erudite, bensì quali strumenti dinamici di approccio integrato ai modi nei quali la realtà si dice e si costituisce, attraverso la lingua degli uomini (Benjamin), sulla scorta della lezione dei grandi filologi romanzi, da Auerbach in poi.
Il ‘fatto’ dei testi e il loro ‘senso’ in ordine alla verità non sono due orizzonti distinti, ma volti a una integrazione vichiana tra factum e verum, che sollecita un dialogo fondativo tra saperi filologico-critici e saperi filosofici.
Il Dottorato punta a istituire una relazione strutturata tra scienze del fatto e scienze del senso, non dimentica dell’era digitale, in vista di una lettura ermeneutica dei fenomeni culturali, che metta fine a ogni dicotomia e dia vita ad un modello innovativo e pluridisciplinare del concetto di interpretazione.
Il Dottorato in Scienze dell’Interpretazione mira a formare figure di studiosi profondamente in contatto con i presupposti epistemologici del proprio approccio ma aperti a una sua visione plurale e interdisciplinare. Giovani filologi italiani e romanzi, linguisti, lessicografi, critici letterari, filosofi teoretici e storici della filosofia, nella loro fase di formazione più alta, troveranno nel Dottorato una opportunità di conoscenza rigorosa e flessibile al tempo stesso.
Gli sbocchi professionali ipotizzabili riguardano in primo luogo il mondo dell’università, della ricerca e della scuola. Grazie alla presenza nel Collegio di docenti dediti all’applicazione degli strumenti digitali alle scienze dell’interpretazione, si punterà alla formazione di filologi, linguisti ed ermeneuti che facciano dell’ibridazione del loro sapere con il mondo del digitale un elemento di forza decisivo.
Ciò consentirà altresì ai dottori di ricerca di inserirsi con il più alto titolo di studi nell’Amministrazione Pubblica, e soprattutto di concepire iniziative imprenditoriali in proprio, nei settori di competenza, al fine di offrire servizi di mediazione interculturale, di consulenza filosofica, di elaborazione di testi, di spoglio, ricostruzione e interpretazione di fonti testuali antiche e moderne.

Avvertenza 1  Per la valutazione dei titoli si invitano i candidati a un'attenta lettura del bando
Avvertenza 2 Per la struttura del progetto di ricerca si suggerisce di utilizzare la seguente articolazione:
      - Abstract
      - Obiettivi (sintetici)
      - Stato dell'arte
      - Ipotesi di ricerca con specimina
      - Impatto atteso
      - Bibliografia​


A.A. 2017-2018
Indicazioni sulle prove di esame
 

L’esame di ammissione al dottorato avviene mediante valutazione dei titoli e colloquio. Secondo quanto stabilito dal bando (DR 2491 del 11 luglio 2017, art. 5, comma 5 e successiva modifica), per la valutazione dei titoli è disponibile un max. di 60 punti, dei quali max. 18 assegnati al curriculum e ai titoli, max. 6 alle conoscenze certificate di lingua inglese, max. 6 a pubblicazioni e max. 30 al progetto di ricerca. Il candidato è ammesso al colloquio se ottiene un punteggio non inferiore a 40/60. 
Al colloquio è assegnato un max. di 60 punti. Il candidato è considerato idoneo se ottiene almeno un punteggio complessivo di 80/120. 
​A seguito della abolizione della prova scritta il colloquio verterà non solo su una discussione del progetto e su una verifica delle conoscenze nel campo specifico di ricerca scelto dal candidato, ma anche su una discussione sui temi di ricerca del dottorato indicati nel bando.